È partito il conto alla rovescia per Ilaria Salis. L'europarlamentare eletta in forza Alleanza Verdi e Sinistra italiana conoscerà domani il suo destino: alle 12 saprà se manterrà l'immunità da eurodeputata o se i suoi colleghi del Parlamento europeo decideranno di consegnarla alla giustizia ungherese. Stando a Repubblica i numeri non sono dalla sua parte, ma diversi elementi fanno pensare che alla fine se la caverà. Il primo è già noto: la bocciatura in commissione Juri (Affari giuridici) della revoca dell'immunità. Il secondo invece è una novità: la relazione che il presidente della stessa commissione, il bulgaro Ilhan Kyuchyuk, ha redatto e porterà domani in aula.
Oltre a ricordare le accuse di aggressione mosse a Salis e "le misure di detenzione dure nel corso del procedimento penale a suo carico", il presidente dell'organo interno all'Europarlamento scrive: "Lo scopo principale del procedimento e della successiva richiesta (di revoca dell'immunità, ndr) sembra essere quello di zittire Ilaria Salis a causa delle sue da tempo consolidate opinioni politiche e del suo attivismo (...) che sono anche alla base del suo impegno e della sua attività politica in qualità di membro del Parlamento europeo". Secondo Kyuchyuk, nei confronti di Salis emergerebbe quel "sospetto di persecuzione" che dovrebbe indurre gli europarlamentari a salvarla.














