"Domani voteremo le immunità di cinque colleghi. Soltanto il voto su Ilaria Salis sarà a scrutinio segreto su richiesta del gruppo socialista e spinta del Pd. Vogliono evidentemente favorire i franchi tiratori e salvare Salis, come avvenuto in Commissione. Ci auguriamo che tutti i gruppi di centrodestra rimangano compatti e votino affinché Salis vada a processo in Ungheria": a dirlo Carlo Fidanza, capodelegazione di FdI-Ecr al Parlamento europeo, in un'intervista al Secolo d'Italia a proposito del voto previsto all'Eurocamera sulla revoca dell’immunità a Ilaria Salis. Quest'ultima, eurodeputata eletta con Avs, in Ungheria è accusata di aver partecipato al pestaggio di estremisti di destra durante una manifestazione a Budapest. Prima dell'elezione in Europa.
Rispondendo alle dichiarazioni della sinistra, secondo cui ci sarebbe un accanimento da parte del premier ungherese Viktor Orban nei confronti dell'europarlamentare, Fidanza ha detto: "Nessun accanimento, come ha ben evidenziato il relatore popolare spagnolo Vazquez Lazara, non certo sospettabile di simpatie per Orban. Con buona pace di quelli che si preoccupano dell’indipendenza della magistratura soltanto in Ungheria ma si oppongono alle riforme in Italia, la magistratura a Budapest è autonoma almeno quanto lo è in Italia. E aggiungo che l’immunità è sempre – dico sempre – stata revocata in tutti i casi in cui i reati contestati sono stati compiuti fuori dal mandato parlamentare. È evidentemente il caso della Salis e non si capisce perché a lei debba essere garantita l’impunità".













