Elvo Zornitta si è appena confessato al «Corriere» e ha ricordato la sua incredibile vicenda, quando i carabinieri lo arrestarono come Unabomber, come colui che disseminava trappole esplosive. Quell’indagine fu devastante: «Da tutti i punti di vista: lavorativo, familiare, sociale. Ho perso il lavoro, gli amici, la fiducia negli altri. Era diventato per me un problema vivere, mi erano venute tante paure e qualche brutto pensiero». Zornitta fu poi rilasciato con le scuse da parte della Procura di Venezia e l’archiviazione. Ma nel frattempo, era stato licenziato e si è dovuto con fatica ricostruire una vita.
La docu-serie su Unabomber, capitolo oscuro della cronaca
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