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C’è una terra fantastica dove tutto appare leggero e ovattato, Ellylandia, che confina con il Landinistan. Donald Trump presenta un piano di pace per il Medio Oriente che Hamas fatica ad accettare? Si promuove la discesa in piazza non per chiedere al gruppo terrorista il «sì» che salverebbe vite da subito, ma per attaccare il governo italiano perché ha tenuto i rapporti con Israele. Un’altra regola che vige in quelle terre fatate è la costante rimozione di ciò che non va. Elly Schlein ha parlato così delle piazze ProPal: «Le manifestazioni di questi giorni dimostrano che l’Italia è migliore di chi la governa». E ancora, il lettore si tenga forte: «abbiamo sentito Meloni usare la clava contro chi manifesta». Incredibile. Parlare di «clava» della Presidente del Consiglio proprio all’indomani di una degenerazione violenta di manifestanti ProPal che hanno messo a ferro e fuoco un intero quartiere della Capitale non è esattamente ciò che ci si aspetta da una leader che aspira a governare il Paese, quantomeno per rispetto alle forze dell’ordine impegnate a rischio della vita per garantire l’ordine pubblico. Così come accaduto, due notti prima, nelle ore difficili alla stazione di Bologna. E anche volendo dividere in due la giornata di sabato, non c’è da stare allegri. I «cattivi» sono soltanto quelli che si sono esibiti la sera? No. Se andiamo al pomeriggio, nel corteo cosiddetto pacifico, troviamo: striscione che inneggia al 7 ottobre come «Giornata della resistenza palestinese»; bandiere di Hezbollah e di Hamas; cori contro il diritto di Israele a esistere; insulti contro il governo, che ormai fanno parte della colonna sonora ProPal. Per non parlare del vandalismo contro la statua di San Giovanni Paolo II alla Stazione Termini.