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Ultimo aggiornamento: 8:00

Ho scritto Economia Canaglia vent’anni fa. Il libro è stato tradotto in 21 lingue e quando uscì fece scalpore; 20 anni dopo una rilettura per la riedizione aggiornata conferma tutti i trend negativi. L’Economia Canaglia si è consolidata ed è diventata l’economia del nostro presente.

Negli ultimi vent’anni la mano invisibile dell’economia canaglia ha ridisegnato il nostro mondo usando lo scalpello dell’innovazione tecnologica, sottraendola al servizio del bene comune, e lo ha fatto a una velocità talmente elevata che il tempo ha smesso di essere una linea retta per trasformarsi in un vortice, dove presente e futuro si fondono in un’accelerazione continua che sfugge alla nostra capacità di comprensione e adattamento. È questo il «futuro presente».

Non è solo una questione di cambiamento, ma di velocità del cambiamento. Le trasformazioni che un tempo richiedevano generazioni ora avvengono nel giro di qualche mese, e spesso nel silenzio complice di chi le subisce. La tecnologia, frutto del progresso umano, è diventata l’arma prediletta di una nuova aristocrazia globale: i tecnotitani. Non sono scienziati visionari al servizio dell’umanità, ma oligarchi postmoderni che hanno colonizzato lo spazio digitale e stanno facendo lo stesso con quello vero, piegando l’innovazione alle logiche del profitto, sottraendola allo Stato e alla collettività. Musk, Bezos, Zuckerberg: non sono solo nomi, sono simboli. Hanno costruito imperi oltre la legge, fondati su algoritmi, dati e sfruttamento, approfittando del vuoto normativo che l’accelerazione tecnologica ha inevitabilmente creato. Sono loro il prodotto più pericoloso dell’economia canaglia.