John C. Harsanyi è nato tra le macerie della storia nella Budapest del 1920 e cresciuto nel clima inquieto dell’Europa dei totalitarismi. Brillantissimo negli studi nel 1944 si laurea in farmacologia. Durante l’occupazione nazista, in quanto ebreo, viene rinchiuso in un campo di concentramento e costretto ai lavori forzati. Riesce a salvarsi grazie ad una fuga rocambolesca e alla protezione che trova in una comunità di gesuiti.
Dopo la guerra è nuovamente a Budapest dove si rimette a studiare e ottiene il dottorato in filosofia e sociologia. Si converte al cattolicesimo, inizia a studiare teologia ed entra in quello che allora si chiamava terz’ordine domenicano. Ma nell’istituto di sociologia dell’Università di Budapest dove aveva iniziato a lavorare il clima per lui inizia a farsi pesante a causa delle sue idee radicalmente antimarxiste. Il regime comunista non lasciava grande spazio a pensatori indipendenti e Harsanyi è costretto alle dimissioni. Per anni lavora nella farmacia di famiglia, di notte studia Kant e Mill, e intanto osserva i disastri dell’autoritarismo su singoli e comunità.
Nel 1950 decide di rischiare tutto; con la moglie Anne attraversano clandestinamente il confine austriaco, in fuga dal regime. I due si trasferiscono prima in Australia dove la moglie aveva dei parenti e dove Harsanyi di giorno lavora in una fabbrica e la notte studia economia. È davvero brillante e prima ancora della laurea inizia a pubblicare i suoi saggi sulle più importanti riviste accademiche del settore. Grazie ad una borsa di studio riesce a partire per gli Stati Uniti. A Stanford incontra il futuro premio Nobel, Kenneth Arrow, di un anno più piccolo di lui ma già una superstar dell’economia matematica. Arrow lo prende sotto la sua ala protettiva, Harsanyi studia e pubblica e nel 1959 ottiene un secondo dottorato. Dopo un breve ritorno in Australia, nel 1964 viene chiamato dall’Università di Berkeley in California, dove passerà il resto della sua vita accademica.






