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4 OTTOBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 14:59

Prima o poi doveva succedere. La guerra commerciale di Donald Trump ha puntato il suo mirino anche sulla pasta. A partire da gennaio potrebbe scattare un aumento dei dazi sull’importazione: un’aggiunta del 91,74% che, sommata all’attuale tariffa del 15%, porterebbe l’imposizione complessiva a quasi il 107%. All’origine di questa potenziale stangata c’è un’indagine del Dipartimento del Commercio americano, scaturita – come di consueto – da una revisione periodica richiesta da aziende concorrenti negli Stati Uniti, spesso riconducibili a gruppi italiani stessi. Il meccanismo è ormai noto: ogni anno l’amministrazione americana seleziona due aziende esportatrici per una revisione dettagliata dei costi e dei prezzi di vendita. In questa tornata, sono finite sotto la lente d’ingrandimento La Molisana e Garofalo.

Il punto critico, secondo molti osservatori, è proprio il metodo utilizzato: i margini di dumping calcolati per queste due imprese – pari al 91,74% – vengono automaticamente estesi anche a tutte le altre aziende citate nell’indagine, senza alcuna analisi specifica sui loro dati. E il risultato è una generalizzazione che rischia di colpire indiscriminatamente un intero settore, senza un’adeguata verifica caso per caso.