Di fronte ai dazi del 107%, tra i più alti mai imposti dagli Stati Uniti verso prodotti made in Italy, la tentazione per i pastifici italiani è quella di delocalizzare, provare l'avventura Oltreoceano nel tentativo di ridurre quello che rischia di trasformarsi in un impatto economico devastante.

E così c'è chi, come La Molisana, studia un "ventaglio di opzioni", dalla produzione del biologico, non ancora sottoposto a dazi, all'apertura di uno stabilimento negli Stati Uniti.

La Molisana, tra opzioni al vaglio anche apertura negli Usa

Per questo nelle ultime ore si intensificano incontri, tavoli tecnici e riunioni con le aziende coinvolte, sotto il coordinamento del governo e, in particolare, dei ministri Tajani e Lollobrigida. Da Bruxelles arriva anche il sostegno dell'Unione Europea che si dice "pronta a intervenire se necessario".

Quel che è certo, però, è che per oltre dieci pastifici italiani il futuro dell'export rischia di complicarsi, e non poco. La vendita oltre i confini nazionali, infatti, impatta sul 60% della produzione delle aziende italiane che, negli Stati Uniti, hanno il secondo mercato di riferimento, dopo quello tedesco. A far discutere sono in particolare le procedure di dumping, contestazioni cioè sulla presunta concorrenza sleale grazie alla vendita dei prodotti a prezzi ribassati. Nel mirino, in particolare, proprio La Molisana che oggi ha organizzato una conferenza stampa per difendersi dalle accuse di Washington.