Torino, quartiere Cenisia, zona popolare, ancora ci vivono i nipoti degli immigrati che vennero in città quando era fortissimamente quella della Fiat. Dietro l’angolo resiste la bocciofila e qui, al civico nove di via Cenischia, gli anziani ricordano quando c’era una piola — la parola piemontese per «osteria» — e i pensionati giocavano a carte immersi nella nebbia delle MS. Sopra la porta è rimasta la grande insegna che conduce alla sala con il bancone del bar, le bottiglie, il pavimento a piastrelloni, le stanze strette e, al fondo di quelle, il cortile con la topia (il pergolato) dalla quale, in questa serata d’inizio autunno, pendono grappoli d’uva. Il locale però è più gentile d’un tempo.