C’è un posticino che è come la tana del bianconiglio. Accogliente, intimo, caldo. E vi farà mangiare fino a tarda notte, non dimenticatelo. Si chiama Casa Borgonuovo in via Borgonuovo 18a a due passi dal Teatro Duse. Lo curano Matteo Bignardi, 47 anni, e Federica Gasparini, 48. Bolognese lui, veneta lei. «Abbiamo iniziato a gestirlo nel 2016. Era ancora un circolo privato quando l’abbiamo preso. L’abbiamo sistemato, messo a norma, e un paio di anni fa il Comune ci ha dato la l’ok per la licenza da locale pubblico. Così siamo andati avanti con il nostro progetto». Che era quello di unire le loro identità: quella veneta più pop (Federica è di Piazzola sul Brenta) e quella quell’Emilia “da balotta”. In pratica: «L’abbiamo fatto diventare un bacaro con cucina». Emozioni che si sentono nei piatti curatissimi. «Facciamo tutto noi: pane e pasta perché abbiamo anche un laboratorio sfoglia. E abbiamo anche un orto comunale da cui ricaviamo le erbe per i nostri liquori o le verdure per i menu». Casa Borgonuovo è a conduzione familiare, ha 45 coperti e vi stupirà.
Le ragioni sono tante. La location è un palazzo del XIV secolo con le volte, i soffitti alti, e il respiro antico. Negli anni 80 era uno di quei posti in cui tirare fino al mattino. «Nell’ ’82, quando venne aperto, il Comune distribuiva ancora queste licenze per far vivere il centro pure di notte. Lo gestiva una coppia, un ex calciatore e sua moglie». Per Matteo è un ricordo dell’adolescenza. Per tutti e due Casa Borgonuovo è diventata focolare, casa, accoglienza. E comunque la vocazione biassanot style è rimasta, anche se traslata nella contemporaneità. La cucina non chiude alle 22.30. No, fino a mezzanotte si può mangiare. «Teniamo aperto fino all’una. Rimane ancora un po’ il ricordo di quella vita notturna». Casa Borgonuovo è aperto dal mercoledì al sabato dalle 18 fino all’1, il venerdì l’apertura si allunga fino alle 2. La domenica c’è anche il pranzo (dalle 12.30 alle 15.30).








