TORINO. Poche parole e un senso di vuoto attorno a lui. Marco Baroni si avvicina alla sfida c. he determinerà il suo futuro sulla panchina del Toro con lo sguardo di chi ha vissuto giorni difficili e si sente al capolinea. Le voci sui possibili sostituiti, la visita del presidente Cairo al Filadelfia e il rendimento della squadra – peggior attacco e peggior difesa del campionato – rendono ancora più tesa la vigilia della trasferta a Roma contro la Lazio. Sperava in un ritorno diverso l’ex tecnico biancoceleste ed invece si giocherà tutto contro uomini che ha allenato la scorsa stagione. «Ogni partita è importante – dice - e sfidiamo una squadra forte con giocatori forti». Baroni dribbla le domande sulla fiducia e sul destino che lo aspetta, segno che la situazione è fortemente compromessa. »Abbiamo lavorato duro in questi giorni – spiega - e siamo dispiaciuti del risultato: c’è stata una buona prestazione a Parma, dove abbiamo subito due reti da palle inattive nelle due uniche occasioni create da loro. Dobbiamo fare di più, abbiamo lavorato su questo». E sulla visita di Cairo, ha poco da dire: «Il presidente è il nostro primo punto di riferimento, abbiamo sentito la sua vicinanza e lo ringrazio». A Roma non ci saranno gli infortunati Anjorin e Ismajli, oltre ai lungodegenti Schuurs e Savva, così l’ipotesi di tornare alla difesa a 4 prende piede come l’ipotesi del doppio attaccante in corso d’opera. «Quello che ci serve è maggiore attenzione nella fase difensiva», prova a dire Baroni che sostiene di aver visto negli occhi dei giocatori il giusto spirito. »Addosso abbiamo il dolore della sconfitta – ribadisce – e lavoriamo insieme per costruire. Tutti sapevamo dell’inizio di campionato complicato e difficile, ma dentro queste partite bisogna trovare energia e solidità». E sulle voci di esonero, tira dritto: «Penso a Klopp che in 24 anni ha cambiato solo due squadre… In Italia c’è un sistema diverso e non può avvenire, ma io sono concentrato solo sul lavoro e sul Toro».
Toro, Baroni si gioca tutto contro la “sua” Lazio: “Ora dobbiamo fare di più”
Il tecnico granata è a rischio esonero: «Sono concentrato solo sul lavoro, poi penso a Klopp che ha cambiato 2 squadre in 24 anni, ma in Italia è diverso»








