Dice Maurizio Landini che lo sciopero della Cgil per la Flotilla è «in difesa dell’ordine costituzionale». Il primo cortocircuito è che lo sciopero è stato dichiarato illegittimo dal Garante, ma l’incendio più vasto riguarda tutta la sinistra che va dal sindacato al Partito Democratico e, volendo essere generosi, lambisce anche i confini di una cricca arruffapopolo come il Movimento Cinquestelle.
La Cgil di Landinescu insegue chiaramente l’ombra dei barbudos e descamisados della sigla ribelle Usb, è una corsa verso il baratro. Quello che invece rincorre Elly Schlein è qualcosa di più inquietante. I Dem sono svegli, ma non capiscono letteralmente dove stanno andando, da settimane questa rotta pazza va a zig zag, risponde di volta in volta alla piazza, agli umori, ai capricci della propaganda che nulla ha a che fare con la storia di quel partito, ma ha un esito che appare già scritto: l’evento tragico, l’incidente che apre una pagina buia, lo scenario di cui dopo ci si dovrà vergognare.
È una cosa che già si agita nel subconscio della sinistra, tanto che ieri a Otto e Mezzo da Lilli Gruber una voce è dal sen fuggita a Gad Lerner: «La mia impressione e il mio timore è che Giorgia Meloni stia cercando l’incidente». Poche parole che tradiscono l’obiettivo di ribaltare il fattaccio in arrivo.















