L’età ellenistica va dalla morte di Alessandro Magno (323 a.C.) alla battaglia di Azio (31 a.C.). È anche detta, meno bene, alessandrina, per il rilievo che vi assunse la città greco-egizia di Alessandria con il suo circolo di grandi intellettuali, lì attirati dal mecenatismo della dinastia tolemaica e dalla presenza di una biblioteca ricca di oltre mezzo milione di pezzi. Le figure più di spicco sono Menandro, Teocrito, Callimaco e Apollonio Rodio. Fra questi, Menandro fu l’unico che non ebbe legami con l’Egitto. Apollonio, a dispetto del nomignolo «Rodio», nacque probabilmente ad Alessandria. Gli altri due, pur nati altrove, vi si stabilirono per lunghi periodi, di fatto eleggendola a loro seconda patria.
Callimaco: la lezione di Walter Lapini | Le lezioni del Corriere
Dalla morte di Alessandro Magno alla battaglia di Azio, l’età ellenistica segna una svolta nella storia culturale del mondo greco: in questo contesto, Callimaco emerge come figura emblematica di una poesia colta, raffinata ed erudita, che riflette il nuovo ruolo dell’intellettuale, diviso tra tradizione e innovazione, studio filologico e sperimentazione formale






