Avete mai pensato ad Apuleio come a un precursore di Walt Disney?
Questo «filosofo bello e – non sia mai detto! – abilissimo nel parlare sia in greco che in latino» (apol. 4: philosophus formonsus et tam Graece quam Latine- o nefas! - disertissimus) – sono parole sue – nacque a Madaura, nell’odierna Algeria, attorno al 125 d.C., in uno dei periodi di maggiore stabilità dell’impero romano. Fu avvocato di professione, retore abilissimo legato alla cosiddetta Seconda Sofistica, intellettuale cosmopolita. Di cultura bilingue – ma nulla è sopravvissuto della sua produzione in greco –, spaziò tra i generi e i temi: carmi di argomento amoroso, poesia leggera, inni religiosi, opere erudite, trattati scientifici, traduzioni dal greco. Ci restano, in forma parziale, un’antologia di orazioni (Florida), opere filosofiche (De Platone et eius dogmate, De mundo, De Deo Socratis), un’orazione giudiziaria completa – la sola di età imperiale (Apologia, o De magia).






