Al nome di Platone il pensiero corre spesso al celebre affresco di Raffaello, la scuola di Atene: e Platone ci appare come un nobile vecchio dalla lunga barba canuta, e il dito puntato verso il cielo della metafisica, verso il regno delle forme ideali perfette, lontano dai miasmi della vita umana. Può essere. Ma la filosofia di Platone è nata prima di tutto come critica, opposizione, polemica: contro Atene, contro Omero e i poeti, contro i sofisti – in una parola contro la Grecia tutta. Ed è solo seguendo il filo delle sue polemiche che si può comprendere il significato profondo di quello che ha fatto e delle sue tesi più importanti, a partire da quella decisiva: non ci sarà fine ai mali del mondo fino a che i filosofi non governeranno (o i governanti non diventeranno filosofi).