La filosofia con Platone nasce polemica, in opposizione ad Atene, alla Grecia, ai suoi poeti e ai suoi valori. Con Aristotele, il grande allievo di Platone, la filosofia acquista un altro passo, procedendo in modo meno irruento, più paziente: è meno vivace, ma diventa più ordinata. E soprattutto costruisce un altro rapporto con la tradizione greca, meno polemico. Dove Platone attacca, Aristotele ricuce, mostrando che sapere tradizionale e sapere filosofico sono meno distanti di quanto non sembri. La filosofia perde così parte della sua carica esplosiva, ma trova anche un suo posto all’interno della città, senza bisogno di crearne un’altra. Come hanno detto bene Giuseppe Cambiano e Mario Vegetti, la filosofia di Aristotele non è altro che un tentativo di disinnescare la miccia del platonismo. Il caso forse più illuminante riguarda il trattamento dei poeti, e più in generale dell’arte e della letteratura, in uno dei testi più importanti e influenti di Aristotele, la Poetica.