Ci sono filosofi passati alla storia per avere inventato delle teorie, e altri che invece sono famosi per ciò a cui si sono opposti, e per un certo stile che hanno introdotto nella comunicazione filosofica. Friedrich Nietzsche (1844–1900) sembra di gran lunga il rappresentante più illustre della seconda specie, e lo ha dichiarato apertamente. Prendiamo Kant: in fondo, a suo dire, è un «operaio della filosofia», si limita a giustificare i valori esistenti, e così hanno fatto tutti i filosofi che lo hanno preceduto. Per sé, Nietzsche immagina invece altri compiti: quelli non soltanto di una comprensione o descrizione del mondo com’è, ma anche di una trasformazione della realtà.
Friedrich Nietzsche: la lezione di Maurizio Ferraris | Le lezioni del Corriere
Filosofo dell’eccesso e della critica radicale, Nietzsche ha segnato il pensiero moderno più per ciò che ha decostruito che per ciò che ha edificato: la sua filosofia resta un laboratorio aperto per comprendere la crisi e la trasformazione dei valori contemporanei






