Nel 1927, Martin Heidegger (1889–1976) pubblica il libro più importante della sua vita, che è anche uno dei due o tre libri di filosofia più importanti del Novecento: Essere e tempo. Il significato di quell’opera è diventato tanto più importante nel momento in cui, come oggi avviene, una intelligenza artificiale fa valere i suoi diritti, e ci si chiede in che cosa consista la sua differenza rispetto alla intelligenza naturale. Questa differenza diviene particolarmente chiara alla luce di riflessioni che Heidegger ha formulato indipendentemente dagli sviluppi tecnologici, e che appaiono particolarmente utili per il presente.
Martin Heidegger: la lezione di Maurizio Ferraris | Le lezioni del Corriere
Nel 1927 il filosofo scrive «Essere e tempo», un’opera che cambia la filosofia del Novecento. Ma il suo pensiero, attraversato dall’idea di morte, tecnica e destino, si intreccia con scelte storiche controverse che ancora oggi fanno discutere






