Giacomo Leopardi è diverso da tutti gli altri poeti e da tutti gli altri pensatori, perché -cosa che succede raramente- è nello stesso tempo un grande poeta e un grande pensatore, perché in lui queste due forze si uniscono in modo esplosivo e si moltiplicano, perché in lui non c’è solo la lucidità di chi vede come stanno veramente le cose e non ha paura di dirlo, ma anche la forza del sentimento che non si arrende al male, che non si piega, perché unisce cervello e cuore, sentimento, pensiero e visione, e li fa diventare una cosa sola.
Leopardi è un ribelle che ha messo a nudo fin dall’inizio l’arroganza degli umani che si credono una specie separata e superiore al resto della natura di cui pure fanno parte, i miti antropocentrici e suicidi del progresso illimitato, che ci hanno portato al punto in cui siamo. Tra i tanti che avevano detto agli umani solo quello che volevano sentirsi dire, lui ci aveva detto la verità. I fatti hanno dimostrato che aveva ragione lui, che era stato lui a dirci la vivificante, scomoda verità, anche se gli uomini della sua epoca hanno preferito non ascoltarlo, non prenderlo sul serio, ma piuttosto deriderlo per il suo aspetto fisico, farne una caricatura, offenderlo.






