In calce alla videolezione, aggiungerei alcune note con il solo intento di sfatare alcuni luoghi comuni. Intanto vale la pena ribadire che Svevo non era un inetto. Tutte le testimonianze – tra le più importanti, quelle di Umberto Saba e Pier Antonio Quarantotti Gambini – lo ricordano come una persona molto estroversa, esuberante, piena di sé, con una certa ragione probabilmente, essendo un ex impiegato che si era guadagnato coi suoi mezzi un ruolo di capitano di industria. Pensiamo a ciò che dice Bobi Bazlen, un’altra figura molto importante non solo della cultura triestina ma della cultura italiana: consulente dell’editore Giulio Einaudi, fondatore della casa editrice Adelphi, l’intellettuale che, grazie alla sua formazione viennese, ha fatto conoscere al pubblico italiano autori come Kafka, Rilke, Musil, portando lo spirito e la cultura tedesca in Italia.