La storia letteraria di Verga, in assoluto il maggior esponente del Verismo, inizia all’insegna del successo. A portarglielo furono i romanzi avventurosi e, soprattutto, sentimentali come Storia di una capinera, pubblicato nel 1871. Ma le ambizioni dello scrittore erano ben altre e denotano una certa inquietudine che si riflette anche nei suoi spostamenti: Verga si trasferisce a Firenze nel 1865, entrando in contatto con Arrigo Boito, Giuseppe Giacosa e diversi circoli fiorentini. Qui, deluso dall’Italia postunitaria e dai valori risorgimentali ormai in crisi, matura la sua nuova poetica, a cui rimarrà fedele per sempre. È per i racconti e i romanzi veristi che lo consideriamo tra i più autorevoli autori della letteratura italiana. Le sue prime opere, invece, seppure di discreto successo, non fanno parte né delle scelte scolastiche né si leggono oltre la cerchia degli addetti ai lavori.
Giovanni Verga: la lezione di Marco Balzano | Le lezioni del Corriere
Dagli esordi romantici al Verismo più maturo: l’evoluzione di uno degli autori più importanti della nostra letteratura tra delusioni storiche, sperimentazione stilistica e modernità narrativa






