C’è un doppio, differente punto di svolta nel percorso in narrativa di Roberto Vecchioni. Un percorso che inizia dal lontano 2000 con Le parole non le portano le cicogne ; che ha conosciuto la misura breve del racconto; che s’è provato col giallo alla Agatha Christie con De Saussure a indagare su Significante e significato . Percorso nel quale l’elemento a tornare sempre è «la parola»: quel lemma sottoposto di libro in libro a un costante lavoro di affinamento del suo rapporto con la narrativa, sino a trovare in Il libraio di Selinunte quel primo punto d’approdo e di svolta grazie a un apologo fiabesco dai toni delicati e sognanti e ritmi da ballata che vede un ragazzo scoprire la forza delle parole e del valore delle sfumature: forza e valore che lì, «nella loro strutturazione facevano davvero, d’un autore di testi, uno scrittore e narratore».
Nel mondo liceale del professor Vecchioni. Con il «Corriere» i suoi insegnamenti verso la libertà
Dal 12 agosto con il quotidiano (in collaborazione con Einaudi) il libro del cantautore, scrittore e docente «Lezioni di volo e di atterraggio». Tra didattica multidisciplinare e possibilità di pensiero parallele








