Edmund Husserl nasce (in una famiglia ebrea non praticante di mercanti tessili) nel 1859 a Proßnitz (in Moravia, città che oggi si chiama Prostejov ed è nella Repubblica Ceca) e muore a Friburgo nel 1938. Come professore ha fatto il libero docente a Halle, poi è andato ad insegnare a Gottinga (1901) e infine a Friburgo (1916) (quella cattedra poi andrà a Martin Heidegger). Le sue opere principali sono: La filosofia dell’aritmetica (1891), le Ricerche logiche (1900-1901), La filosofia come scienza rigorosa (1911), le Idee per una fenomenologia pura e una filosofia fenomenologica (1913 primo vol., vol. 2 e 3 usciti postumi), Meditazioni cartesiane (testo delle lezioni tenute alla Sorbona nel 1929, uscita postuma in tedesco), La crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale (frutto delle conferenze tenute a Vienna e a Praga nel 1935, pubblicata postuma).
Sotto alcuni aspetti Husserl è il filosofo più importante a cavallo tra Otto e Novecento – non solo in quanto fondatore della fenomenologia, ma anche perché dalle sue riflessioni hanno preso avvio tradizioni e ambiti di ricerca di enorme rilievo: la psicologia, l’epistemologia, la filosofia della logica, la filosofia della mente, l’esistenzialismo e l’ermeneutica, l’ontologia e la metafisica analitica, l’etica e la teoria dei valori. Il che mette in luce una caratteristica importante della stessa fenomenologia che non è una teoria, bensì un metodo per interrogare l’esperienza in modo radicale, aprendo dialoghi tra diverse discipline.






