di
Andrea Laffranchi
Esce «Amuri Luci»: collaborazioni con Jova e Mahmood
«Il siciliano tira fuori il mio spirito critico e la mia parte più impegnata socio-politicamente, il blues e il disagio dei canti popolari». Tornerà a cantare in italiano, «la lingua che fa uscire la parte più introspettiva di me», ma per «Amuri Luci», album che esce venerdì il 3 ottobre, Carmen Consoli ha scelto il dialetto siciliano.
Mafia, guerre e migranti«Oggi ci sono tanti motivi per avere disappunto», spiega la cantautrice. L’elenco esce ascoltando i nuovi brani. Nella canzone che dà il titolo al disco c’è la mafia, con la morte del giornalista Peppino Impastato letta con un delicatezza disarmante attraverso gli occhi del fratello Giovanni. Il dolore dei migranti, con l’aiuto della voce di Mahmood, arriva con la storia di un poeta cacciato dalla Sicilia dall’invasione normanna dell’XI secolo e costretto a peregrinare nel Mediterraneo («La terra di Hamdis»). La guerra è la vera lettera del poeta Ignazio Buttitta alla madre di un militare tedesco che aveva ucciso durante la Grande Guerra («Mamma tedesca»). «Parr cu tia», qui l’ospite è Jovanotti, è un’altra poesia di Buttitta sulla ribellione al potere. Ci sono poi autori presi come simbolo: «Nimici di l’arma mia» è di Graziosa Casella, poetessa femminista di inizio Novecento, «Qual sete voi» riprende Nina Da Messina, la prima donna a fare poesia in volgare.











