Ha seguito "minuto per minuto" l'epopea notturna della Flotilla, l'abbordaggio israeliano che ha portato finora all'arresto di 23 italiani. E i tumulti nelle città, da Roma a Torino, tra bandiere palestinesi e cori contro il governo. Giorgia Meloni tira dritto. «Ripeto, dalla Flotilla non mi sembra sia arrivato alcun beneficio per i palestinesi».
Arriva a metà mattinata al Bella Center di Copenaghen la premier, dopo una colazione a tu per tu con il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Sceglie di nuovo parole taglienti per commentare una notte da cardiopalma, in Italia e nelle acque che bagnano Gaza. «Siamo al lavoro per riportare a casa gli italiani della Flotilla» avvisa la presidente del Consiglio entrata nella venue. Salvo rifilare una durissima stoccata ai manifestanti scesi in piazza ieri sera a sostegno degli attivisti arrestati dagli israeliani. E contro il sindacato che ha indetto lo sciopero per domani. «Mi sarei aspettata che almeno su una questione così importante non l'avessero indetto di venerdì, il weekend lungo e la rivoluzione non stanno bene insieme».
C'è spazio per commentare il voto in aula alla Camera sulla guerra in Medio Oriente. E il rifiuto delle opposizioni a firmare la risoluzione del centrodestra presentata mentre Antonio Tajani parlava dai banchi del governo."Mi dispiace che non ci sia stata unità, l'opposizione ha fatto una scelta che non comprendo". Meloni se ne va. La attende un'altra giornata sull'ottovolante nella capitale danese, il vertice della Comunità politica europea. E un cellulare che squillerà di continuo. Per gestire il salvataggio e il rientro dei militanti della Flotilla. Ma anche un venerdì di fuoco per l'ordine pubblico in Italia











