L’affondo arriva di prima mattina, a favore di telecamere. Mentre le barche sono ancora prese d’assedio dalle forze speciali israeliane. Sul tappeto blu del Bella Center di Copenaghen, dove i leader della Comunità politica europea sfilano in fila indiana, Giorgia Meloni si scaglia contro la missione della Flotilla. «Continuo a ritenere che tutto questo non porti alcun beneficio al popolo della Palestina, in compenso mi pare di capire che porterà molti disagi al popolo italiano» mette a verbale la premier appena arrivata al summit europeo sul Baltico. Rivendica gli sforzi della diplomazia italiana per i gazawi: «Il popolo italiano ancora ieri veniva ringraziato dai palestinesi per il lavoro che sta facendo». Assicura che il governo rimpatrierà i connazionali arrestati a breve. Nella notte è stata aggiornata «minuto per minuto». Una linea telefonica sempre aperta con i ministri impegnati sull’emergenza: Crosetto, Tajani, Piantedosi.

Ma con la notte sono rimaste impresse anche le immagini delle piazze riempite da Roma a Torino e Firenze, le manifestazioni pacifiche per la flotta di attivisti e Gaza come gli scontri per la polizia. I cortei che nella capitale hanno sfiorato Palazzo Chigi. Frutto non di una mobilitazione spontanea ma, è la convinzione che la premier confessa ai suoi collaboratori in mattinata, «di una chiara regia: nel giro di pochi minuti avevano già bloccato le stazioni». È furiosa Meloni e se la prende con i sindacati che oggi guidano lo sciopero nazionale.