Solo Carmen Consoli può farlo. Andare dritta per la sua strada artistica, fregandonese delle radio (“tanto non mi passano manco in italiano”), degli streaming e sfornare un piccolo gioiello come “Amuri Luci”. Un album potente, forte, che va dritto contro le ingiustizie, la politica in nome di un bene altro e alto, citando anche il greco, il latino e l’arabo. Tante le citazioni e gli omaggi a Impastato, Ibn Hamdis, Ignazio Buttitta, Graziosa Casella e Nina da Messina.

Importante la presenza di Mahmood in “La Terra di Hamdis”, Jovanotti in “Parru cu tia” e il tenore Leonardo Sgroi in “Qual sete voi?”, dove c’è il dialogo dell’artista sulle orme di Nina da Messina, la prima donna a scrivere in volgare. “Amuri Luci” è la èrima parte una trilogia discografica che esplorerà le tre anime della “cantantessa” è per eccellenza. Nel tour, invece, ci sarà una prima parte dedicata interamente al disco, mentre la seconda “sarà una evoluzione totale”.

“Amuri luci è il brano che dà il titolo all’album e si tratta di due sostantivi senza alcuna congiunzione. – ci ha raccontato la Consoli – L’amore, quello autentico, profondo, vero è un valore extra sociale su cui i governi non investono poiché non genera alcun tipo di profitto. La luce è la conoscenza, la verità, la bellezza e anche questo ahimè non è proprio una priorità nell’agenda dei nostri governanti”.