Doug Leone ha attraversato in prima persona tutte le grandi transizioni tecnologiche degli ultimi cinquant’anni. Nato a Genova e trasferitosi negli Stati Uniti nel 1968, a 11 anni, è diventato uno dei volti simbolo di Sequoia Capital, fondo che ha finanziato Google, WhatsApp, Airbnb. È intervenuto all’Italian Tech Week 2025 per una fireside chat con Diego Piacentini, ex vicepresidente internazionale di Amazon e oggi Advisor of Vento.

Onda su onda

Nel dialogo, Leone ha ripercorso la traiettoria delle precedenti onde tecnologiche, dai semiconduttori a Internet, fino al mobile. «Nel 1999, con la bolla dot-com, molte aziende crollarono, ma nello stesso anno nacquero colossi come Amazon e Google. Passarono quattro o cinque anni di stasi prima di una nuova ondata». Nel mobile, invece, i tempi furono diversi: «Nel 2008 l’iTunes Store aprì la stagione delle app. All’inizio non si sapeva come monetizzarle, ma poco dopo arrivarono DoorDash e Airbnb». Secondo Leone, con l’AI i cicli sono ancora più compressi: «Le curve sono più ripide, le onde più violente. Per questo sono ottimista: l’intelligenza artificiale è destinata a trasformare tutto con una rapidità che non abbiamo mai visto. Per me è la prossima rivoluzione industriale».