LISBONA – “Stiamo vivendo un cambiamento che non è più solo tecnologico, ma antropologico. I modelli di intelligenza artificiale stanno diventando parte integrante dell’interfaccia umana del computer” ci dice Cristiano Amon, Ceo di Qualcomm, appena sceso dal palco del Web Summit 2025, dove non ha parlato solo di processori o di reti, ma di una mutazione profonda del rapporto fra esseri umani e macchine.
Non più sistemi operativi, non più app: l’orizzonte che Amon disegna è quello di una computazione diffusa e personale, in cui l’IA si insinua nell’esperienza quotidiana fino a diventare invisibile. “Il sistema operativo tradizionale non sarà più necessario”, spiega. “Ogni dispositivo diventerà un processore che elabora modelli di intelligenza artificiale, non più un contenitore di applicazioni. È l’‘ecosystem of you’: un ecosistema che nasce intorno alla persona e la accompagna ovunque.”
Nel suo keynote Amon, ingegnere brasiliano-americano, mostra una fiducia assoluta nella fusione fra mente umana e capacità computazionale. “Gli agenti intelligenti non saranno più oggetti esterni, ma compagni che ci conoscono, ci comprendono e imparano da noi. Cammineremo per la strada e i nostri occhiali intelligenti ci presenteranno le persone che incontriamo, ci ricorderanno chi sono e ci suggeriranno di salutarle. È tecnologia che si umanizza, e in questo processo l’uomo si tecnologizza.”







