Diversità e inclusione: negli ultimi dieci anni la conversazione pubblica italiana su questi temi si è fatta più intensa con un impatto rilevante nell'evoluzione dell'immaginario collettivo. Questo grazie anche all'informazione - legata purtroppo a eventi di cronaca drammatici come i femminicidi di Giulia Cecchettin e Giulia Tramontano (citati dal 38% degli intervistati), le guerre in Ucraina (35%) e a Gaza (28%), dall'emergenza migranti (16%) - e a film, serie e programmi tv (da "C'è ancora domani" a "Gomorra", dalle Paralimpiadi a Propaganda Live). Emerge dal "Diversity Media Research Report 2025" di Fondazione Diversity, realizzata con il sostegno di H&M e presentata all'Associazione Stampa Estera in Italia di Roma, in occasione del 10/o anniversario dei Diversity Media Awards, l'evento che da 10 anni premia contenuti mediali e personaggi che si sono distinti per una rappresentazione corretta e valorizzante delle persone e dei temi della Diversity, Equity & Inclusion. La ricerca quest'anno ha indagato per la prima volta - attraverso l'analisi "diversity Media Report - Impact" - la capacità trasformativa che, negli ultimi 10 anni, hanno avuto i media italiani nello stimolare consapevolezza, riflessione e apertura riguardo a temi sociali e inclusivi, ma anche il giudizio delle persone sulla qualità del trattamento di tematiche e persone sottorappresentate nei vari format mediali. In particolare il 62% della popolazione ritiene che si parli di più dei temi sociali e inclusivi e il 58% afferma di essere più consapevole rispetto a dieci anni fa, con una maggiore propensione tra i giovani (66%), tra le donne (63%) e tra chi è stato maggiormente esposto a contenuti informativi (67%) e a film e serie tv (73%), dati che indicano una correlazione importante tra una maggior fruizione dei media e una crescente consapevolezza sulle tematiche di Genere e identità di genere, Etnia, Disabilità, Lgbtq+, Età e Generazioni, Aspetto fisico. Motori decisivi di riflessione sono innanzitutto i grandi fatti di cronaca (56%) e il dibattito politico-culturale (47%) veicolati dall'informazione, a conferma della forza dell'agenda mediatica nel porre temi sensibili al centro della scena pubblica. Anche il cinema (31%), le serie (27%) e i programmi tv (29%) entrano a pieno titolo in questo processo - soprattutto sui giovani 18-34 anni - e lo fanno di più rispetto, per esempio, alle relazioni personali (24%), ai libri (13%) e alle canzoni (8%), mostrando la potenza e la responsabilità dei media mainstream nel costruire una cultura dell'inclusione condivisa. "C'è ancora domani" è il film che, per il pubblico italiano, negli ultimi 10 anni è stato capace di generare più riflessione (19%), seguito da "Bohemian Rhapsody" per la rappresentazione dell'identità Lgbtq+ (15%) e "Perfetti sconosciuti" per la messa in discussione delle relazioni e dei pregiudizi (13%). Se negli older (55+) prevalgono titoli con una connotazione realistica ("Io capitano", oltre al già citato "C'è ancora domani"), gli younger sono maggiormente da titoli come "Barbie", mentre nelle donne cresce l'attenzione per titoli su tematiche femminili e inclusive ("Il diritto di contare", "Mio fratello rincorre i dinosauri"). "Doc - nelle tue mani" (12%), "L'amica Geniale" (11%) e "Mare Fuori" (10%) sono le serie tv più citate dal pubblico come portatrici di riflessione su tematiche trasversali e intersezionali. Tra i giovani cresce l'impatto trasformativo di serie dallo spiccato tono ironico come "Sex Education" (16%) e "Modern Family" (9%) mentre "Gomorra" colpisce particolarmente gli uomini (14%) e gli older (12%). Tra i programmi tv, spiccano alle prime posizioni nella capacità di generare riflessione due talk "storici", "Che tempo che fa" (16%) e "Propaganda Live" (13%), seguiti dalle Paralimpiadi (11%) e da un programma di intrattenimento, "Pechino Express" (10%), con un impatto significativo dei talent show come "Italia's Got Talent" e "X Factor Italia" nel target 18-34 anni (dove raggiungono il 12% di citazioni grazie alla forza emotiva delle narrazioni). E' stato aperto anche il voting online per i Diversity Media Awards (al link www.diversitymediaawards.it) che per il decennale inaugurano un nuovo format digitale - condiviso sui social il 28 novembre 2025 - con la conduzione di Aurora Ramazzotti, Guglielmo Scilla e Pierluca Mariti, con il patrocinio del Comune di Roma. Si eleggerà il Miglior film italiano (in lizza Il ragazzo dai pantaloni rosa, Flaminia, Il treno dei bambini, Non dirmi che hai paura, Gloria! e Familia), la Miglior serie tv straniera (Agatha, Il secondo miglior ospedale della galassia, The acolyte, Hazbin Hotel, Hacks, The Madness), Miglior serie tv italiana (Prisma 2, La vita che volevi, Nudes 2, La legge di Lidia Poet 2, Skam 6, L'arte della gioia) la Miglior serie tv Young (Heartstopper 3, Iwájú, Ariel, Il mondo secondo Jessica, Il mondo di Leo, Lego Friends - Nuovo capitolo), il Miglior programma tv (Splendida Cornice, La perfezione non esiste, Moda - Una rivoluzione italiana, Documentaries, Famiglie d'Italia, PresaDiretta), il Miglior programma radio (5 in condotta, Pinocchio, Fatty Furba, off topic, Melog, Say Waaad?) il Miglior podcast (Ogni 72 ore, Milano è il diavolo, Tutti gli uomini, Sigmund, Confini, Io sono io), il Miglior prodotto digital (Francesca Siano, The shape of autism, TÄRA, Lara Lago, The Jackal e Aurora Leone, Karma B), il Creator dell'anno (Aisha Sarah, Sofia Fabiani, Federica Fabrizio, Henry Scorner, Djarah Kan, Sandro Marenco), il Personaggio dell'anno (Francesca Albanese, Gino ed Elena Cecchettin, Geppi Cucciari, Rula Jebreal, Porpora Marcasciano, Jasmine Paolini).