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Gianna Fregonara

I patti internazionali, le trattative, le violazioni

1) È un diritto delle navi israeliane fermare la Flotilla nella cosiddetta «zona di sorveglianza» dove erano arrivate ieri sera?Risponde Marina Castellaneta, ordinario di Diritto internazionale all’Università di Bari, esperta di diritti umani. «La zona di mare in cui si trova la Global Sumud Flotilla è una zona di acque internazionali in cui vale il principio della libertà dei mari e della sovranità dello Stato di cui la nave batte bandiera. Un altro Stato non può fare controlli a bordo se non in casi specifici come il sospetto di pirateria o di tratta di esseri umani».2) Israele può invocare la violazione del blocco navale per intervenire sulle navi?«Israele invoca il blocco navale che in quelle acque è in applicazione dal 2009. Tuttavia le regole che disciplinano il blocco — previste dal manuale di Sanremo del 1994 che fissa i principi applicabili in caso di guerra navale — stabiliscono che non si può impedire il transito di beni di prima necessità se la popolazione civile non ha cibo o mezzi di sussistenza».3) Perché allora non c’è già un corridoio navale per portare i beni di prima necessità? «Israele dice che gli aiuti non possono arrivare e non sono mai arrivati. Gli accordi di Oslo che non sono mai applicati prevedevano che le acque di fronte a Gaza fossero affidate all’Autorità nazionale palestinese e la sicurezza esterna a Israele finché non si fossero avverate le condizioni per i due Stati».4) Perché Israele non ha aspettato che la Flotilla arrivasse alle acque territoriali, cioè a 12 miglia marine dalla costa?«È difficile dire, essendo Israele una potenza occupante, che le acque di Gaza siano acque territoriali israeliane. Come ha detto più volte la Corte Internazionale di Giustizia qualsiasi intervento in quanto occupante è illegittimo. E comunque anche nel mare territoriale alle navi civili è consentito il diritto di passaggio inoffensivo, cioè se non reca danni alla sicurezza. Non si può intervenire a bordo della nave a meno che non sia quest’ultima a lanciare l’Sos».APPROFONDISCI CON IL PODCAST5) Israele sostiene che a bordo di alcune barche ci siano persone vicine ad Hamas.«Ci vorrebbero delle prove, non basta sostenerlo. Israele interviene in violazione del diritto internazionale, come avvenne nel 2009 contro le imbarcazioni turche causando la morte di 9 attivisti».6) Che cosa successe poi?«Ci fu una commissione di inchiesta delle Nazioni Unite che appurò le responsabilità e la violazione del diritto internazionale. I civili che non partecipano alle ostilità hanno diritto di protezione anche in zone di guerra».7) I componenti della Flotilla sono stati fermati, come avvenne già lo scorso giugno per gli attivisti di un’altra spedizione nelle stesse acque?«Siamo in un contesto di guerra, di occupazione e di violazioni continue del diritto internazionale. Se alla fine la vicenda si concluderà con una serie di controlli, lo sbarco degli attivisti in Israele e il rimpatrio, questo può risultare, visto il contesto, in una violazione del diritto internazionale meno rilevante di altre che vediamo di continuo».8) Il fatto che ci siano dei parlamentari a bordo cambia la situazione?«Non dal punto di vista giuridico. La tutela di civili è la stessa per tutti».9) Perché le navi della Marina italiana e della Marina spagnola si sono fermate? C’era un rischio effettivo di creare un casus belli?«Credo che si siano fermate più per ragioni di carattere politico e di sicurezza: la presenza di navi di altri Stati entro le 120 miglia aumentava il rischio di guerra».