L’operazione che ha investito la Global Sumud Flotilla si è consumata, secondo gli organizzatori e secondo diverse ricostruzioni internazionali, a oltre 250 miglia nautiche dalla Striscia di Gaza, dunque ben dentro lo spazio delle acque internazionali. È da questo dato, crudo e potentissimo, che bisogna partire per capire la portata politica e giuridica di quanto avvenuto.
Secondo il team legale della missione e secondo più fonti concordanti, tra le persone prelevate o trattenute figurano almeno 12 italiani, mentre altre ricostruzioni parlano di una presenza italiana complessiva più ampia sulle imbarcazioni della spedizione. Tra gli italiani prelevate c'è anche almeno un siciliano: si tratta di Alessio Catanzaro, trentenne di Catania, che di professione fa il ricercatore in Fisica dei sistemi complessi.
La missione, partita dalla costa turca nei giorni scorsi, faceva parte della più vasta iniziativa civile e internazionale che gli organizzatori definiscono Global Sumud Flotilla: 54 navi, 461 volontari, rappresentanti di 45 Paesi, un convoglio pensato per sfidare il blocco marittimo su Gaza e portare aiuti, oltre che attenzione politica, sulla crisi umanitaria in corso.
«Stiamo seguendo la vicenda da questa notte con la nostra ambasciata a Tel Aviv - ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani - con il nostro consolato, con l'ambasciata italiana a Cipro. Abbiamo già mandato i nostri messaggi. Chiediamo e abbiamo chiesto che venissero comunque tutelati i nostri concittadini, liberati il prima possibile così come è accaduto per l'episodio di qualche settimana fa. Pare che siano nove italiani che sono stati fermati, noi chiediamo che vengano immediatamente rilasciati». La dichiarazione è arrivata prima che il team legale della Flotilla parlasse di 12 italiani a bordo.













