La Global Sumud Flotilla è nelle acque sotto il controllo militare dell'esercito israeliano (Idf). L'emittente pubblica israeliana Kan ha riferito mercoledì 1 ottobre che l'esercito israeliano si prepara a prendere il controllo della Global Sumud Flotilla utilizzando commando navali e navi da guerra, affermando che non tutte le 50 imbarcazioni verranno rimorchiate e alcune saranno affondate in mare aperto. La flotta, composta da oltre 500 attivisti provenienti da 46 paesi, è entrata mercoledì mattina nella cosiddetta Orange Line, la zona ad alto rischio situata a 150 miglia nautiche dalla costa di Gaza dove nei mesi precedenti altre imbarcazioni umanitarie erano state intercettate dalle forze israeliane.Nelle ore precedenti si sarebbe intensificata l'attività di droni non identificati sopra le imbarcazioni e imbarcazioni senza luci di navigazione avrebbero avvicinato alcune barche del gruppo. La nave della marina greca che ha accompagnato gli attivisti finora ha lasciato il convoglio dopo averlo scortato in acque internazionali domenica 29 settembre. La fregata italiana Alpino si è fermata proprio al limite delle 150 miglia nautiche alle 02:00 della notte tra martedì 30 settembre e mercoledì 1 ottobre, comunicando che non avrebbe oltrepassato tale confine e rimanendo disponibile ad accogliere chiunque volesse trasferirsi a bordo, secondo quanto reso noto dallo stato maggiore della difesa italiano. La nave pattuglia spagnola Furor continua invece a scortare il convoglio insieme alla fregata italiana Virginio Fasan, che opera più vicino alle imbarcazioni degli attivisti.Il piano operativo svelato dall'emittente pubblica israelianaLe autorità israeliane intendono trasferire gli attivisti della flotilla su grandi navi da guerra e – secondo quanto riportato da Kan martedì 30 settembre – rimorchiare le imbarcazioni verso il porto di Ashdod, città costiera israeliana situata a circa 40 chilometri a sud di Tel Aviv, ipotizzando che alcune potrebbero affondare durante le operazioni. Gli attivisti verrebbero detenuti sulle navi militari, interrogati e successivamente deportati nei paesi di origine attraverso lo stesso porto. In caso di abbordaggio, il deputato del Partito democratico italiano Arturo Scotto – presente a bordo di una delle imbarcazioni – ha dichiarato che i naviganti intenderebbero mettersi nel pozzetto della barca in una posizione pacifica con le mani alzate, aspettando l'identificazione attraverso i passaporti, definendo un eventuale arresto in acque internazionali come un fatto molto grave e illegale nei confronti di attivisti impegnati in una missione umanitaria. Il brigadiere generale Effie Defrin, portavoce dell'Israel defense forces aveva dichiarato giovedì 26 settembre che la marina militare è pronta a intercettare le imbarcazioni, riconoscendo però una sfida maggiore rispetto ai precedenti tentativi di flotilla a causa del numero elevato di imbarcazioni coinvolte. Il quotidiano israeliano Haaretz ha sottolineato martedì 30 settembre che all'interno delle forze armate esisterebbero timori per possibili scontri con i manifestanti a bordo che porterebbero a nuove dure critiche nei confronti di Israele.I quotidiani israeliani Israel Hayom e Channel 12 avevano rivelato giovedì 26 settembre che nelle ultime settimane si sono tenute intense discussioni a tutti i livelli amministrativi su come affrontare il convoglio, proprio perchè considerevolmente più grande rispetto a quelli precedenti. Il piano prevede che una volta raggiunto il confine marittimo di Gaza, le forze dell'Idf, guidate dalla marina militare, opereranno secondo i regolamenti internazionali avvertendo le imbarcazioni di non proseguire oltre. Nel caso di rifiuto, l'Idf prenderebbe con la forza il controllo delle barche rimorchiandole fino alle coste israeliane. Secondo Channel 12, emittente televisiva israeliana, nella prima fase i membri dell'unità Shayetet 13, forze speciali navali israeliane, prenderebbero il controllo delle navi. Successivamente gli attivisti verrebbero trasferiti su una nave e deportati volontariamente, chi si rifiutasse verrebbe arrestato. Dopo il trasferimento degli attivisti, secondo l'emittente, le imbarcazioni potrebbero essere confiscate o affondate. Una volta arrivati nel paese, i partecipanti subiranno una procedura legale simile a quanto accaduto l'ultima volta, infatti a giugno 2025 Israele aveva già intercettato un'imbarcazione con a bordo l'attivista svedese Greta Thunberg e l'europarlamentare francese Rima Hassan.
Cosa prevede il piano di Israele per fermare la Global Sumud Flotilla, ormai vicinissima alla Striscia di Gaza
Le autorità israeliane preparano intercettazione e sequestro delle imbarcazioni umanitarie. E un fermo per tutti gli attivisti a bordo











