La Juventus è «un equipazo, non è una squadra in costruzione». Così Marcelino, tecnico del Villarreal, sposta tutta la pressione sulle spalle di Igor Tudor prima della partita di questa sera. Stuzzicando quello che è diventato il nervo scoperto del croato, ancora senza la formula giusta in attacco: «Avevano già Yildiz, Conceiçao e Vlahovic, poi hanno preso uno come David che voleva tutta Europa e Openda che è costato 40-50 milioni. La verità è che tutti vorrebbero un attacco così...». Insomma, non può essere questo un problema. Almeno visto da fuori, perché a volte è solo una questione di punti di vista. Da dentro, infatti, Tudor assicura che i cambiamenti continui siano l’unica soluzione percorribile: «Proseguiremo così tutto l’anno. Ho parlato con Vlahovic, David e Openda a lungo, li ho visti motivati, li coccolo un po’, abbiamo condiviso tutto, anche le problematiche che possono esserci». In realtà i nodi da sciogliere in casa Juve sono molti di più dopo tre pareggi consecutivi. Infatti, almeno vista da fuori, quella bianconera, è sembrata una squadra già stanca. Analizzandola da dentro, però, Tudor non è d’accordo: «Non siamo per niente stanchi, con l’Atalanta abbiamo corso 122 km». E ancora. Da fuori, Villarreal e Milan potranno definire la reale dimensione della Juve. Da dentro, il tecnico bianconero tiene la barra dritta indipendentemente da quelli che potranno essere i prossimi due risultati: «Giusto fare valutazioni su quale possa essere la reale forza della squadra, io ora non ci riesco perché è troppo presto. Sia io che i ragazzi vogliamo sempre vincere, ma da allenatore posso solo restare concentrato sulla squadra per dimostrare che è giusta, vera, organizzata».