“La nave militare ha fatto un giro stretto intorno ad Alma e le ha fatto perdere il controllo di Starlink rendendo difficile la navigazione… riescono a parlare solo con la radio. Ora stanno ripetendo l’operazione con Sirius, la seconda barca nella catena di comando della Flotilla. Prima ci siamo fermati, ma adesso le barche sono ripartite a velocità sostenuta, siamo intorno ai cinque nodi”. Le parole di Alessandro Mantovani, inviato del Fatto a bordo della Flotilla, arrivano dalla notte del mare davanti a Gaza. Sono le 4,55. Gli israeliani sono arrivati, non hanno perso un minuto: appena le imbarcazioni sono entrate nella zona arancione è scattata l’operazione di intercettazione.
“Arrivano, arrivano”. Le voci hanno cominciato a diffondersi nel silenzio del mare. Il momento tanto temuto è arrivato, immediatamente tutte le 500 persone a bordo delle 45 imbarcazioni in rotta verso Gaza salgono in coperta. Indossano i salvagenti.
Gli israeliani sono comparsi poco dopo le 2. Alle 2,15 a bordo delle imbarcazioni è stato diramato il primo “interception alert”. Immediatamente i volontari hanno avviato le procedure di intercettazione: hanno preso a raccogliersi, in modo ordinato nonostante la tensione. Le procedure preparata per settimane finora stanno funzionando.











