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Viviana Mazza, inviata a Washington

Il presidente: pronti se qualcuno evoca la minaccia nucleare. Mi daranno il Nobel? No, lo daranno a qualcuno che non ha fatto niente

DALLA NOSTRA INVIATAWASHINGTON - Centinaia di generali e ammiragli hanno ascoltato ieri i discorsi del capo del Pentagono Pete Hegseth e del presidente Donald Trump presso la base di Quantico, in Virginia. Il raduno dei leader militari americani da ogni parte del mondo è stato voluto da Hegseth per esporre la sua visione sul recupero di quello che ha definito «l’ethos del guerriero». Trump, pur ammettendo che è inusuale e che ha avuto un costo farli arrivare tutti a Washington, ha detto che ne è valsa la pena, perché era un evento funzionale allo «spirito di corpo».

Abituato a folle entusiaste, Trump ha notato subito il silenzio e ha esordito con una battuta, provocando risate: «Se volete applaudire, applaudite. Se non vi piace quello che dico, potete lasciare la stanza, ovviamente perderete il rango e il vostro futuro». Lasciando la Casa Bianca, poco prima, Trump aveva detto ai giornalisti che è pronto a licenziare in tronco i leader militari che non gli piacciono. Ma nel suo discorso ha elogiato i presenti: il loro aspetto, la forza dei sottomarini, la Space Force, le capacità nucleari americane (definite da lui «l’altra n-word», l’altra parola con la n che «non si dovrebbe mai menzionare»).