Nonostante gli Stati Uniti siano trionfalmente entrati nell’era MAGA, negazionista climatica per missione divina come direbbe il grande John Belushi, la National Academy of Sciences sfida il conformismo istituzionale, pubblicando un rapporto poco confortante*. Lo sguardo è rivolto agli Stati Uniti, ma le conclusioni non risparmiano il resto dell’umanità. Vale la pena di divulgarle, ancorché “se la paura di guardare vi ha fatto chinare il mento, se il fuoco ha risparmiato le vostre Millecento, anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti” (F. De André).
La responsabilità è certa
Le emissioni di gas serra dovuti alle attività umane stanno aumentando la concentrazione di questi gas nell’atmosfera. Attività umane — dalla estrazione e combustione di combustibili fossili alla produzione di cemento e prodotti chimici, dalla deforestazione alle attività agricole — scaricano in atmosfera un ricco cocktail di gas serra, che comprende l’anidride carbonica (CO2), il metano (CH4), il protossido di azoto (N2O) e i gas fluorurati. A scala planetaria, le emissioni totali di questi gas continuano a crescere, anche se quelle statunitensi ed europee di CO2 sono leggermente diminuite negli ultimi anni, soprattutto per via delle recenti trasformazioni industriali, assieme a quelle della produzione e del consumo di energia.









