Afine luglio nel parco archeologico della Sibaritide, si è tenuta la seconda edizione di Vinitaly and the city Calabria. Un’occasione per incontrare nuovi produttori, ma anche per verificare l’evoluzione di quelli che già conoscevo e che oggi scommettono su enoturismo e qualità. E oggi siamo in una cantina alle falde del Pollino e a una trentina di chilometri dal mare di Sibari, in una masseria del XVIII secolo. Qui sorge l'azienda agricola fondata dalla famiglia nobiliare Falvo, da secoli dedita alla coltivazione di agrumi dove, agli inizi degli anni 2000, i fratelli Pier Giorgio ed Ermanno Falvo, entrambi ingegneri, spinti dalla passione per il vino, decisero di recuperare l'antica vocazione vitivinicola familiare.
Abbandonano perciò gli agrumeti e piantano nuovi vigneti nel comune di Saracena, condotti in regime biologico, puntando sui vitigni autoctoni: Lacrima del Pollino (Magliocco dolce), Moscatello di Saracena, Guarnaccia e Malvasia bianca, che diventano i loro cru. E proprio questa esaltazione dei cru è diventata un “marchio di fabbrica”. Nel 2024, nuova linfa vitale è arrivata in azienda con l’acquisizione della proprietà da parte dell’avvocato e manager palermitano, di stanza in Calabria, Placido Requirez, il quale, incoraggiato dal patrimonio secolare di saperi e della riconosciuta professionalità dello staff esistente, si è subito impegnato per dare una nuova visione imprenditoriale futuribile, pronta ad affrontare nuove sfide e scenari, compresa una nuova linea di vini che avremo modo di degustare nei prossimi anni.







