Il libro che trema tra le mani, le valigie che tintinnano negli scomparti, il carrello del caffè che sobbalza nel corridoio. È la turbolenza aerea, incubo di ogni passeggero. Un fenomeno che oggi è in continuo incremento, soprattutto a causa del cambiamento climatico che altera la stabilità dell’atmosfera. In pratica, a mano a mano che lo strato atmosferico più basso (troposfera) si riscalda, la differenza di temperatura tra strati d’aria contigui diventa più marcata, rendendo quest’ultima più soggetta a movimenti bruschi. Inoltre, le correnti ad alta quota diventano più vigorose, favorendo la formazione di vortici improvvisi.
Una tendenza, questa, confermata da uno studio pubblicato nel 2023 su Geophysical Research Letters e condotto dai ricercatori dell’Università di Reading, nel Regno Unito: l’analisi ha evidenziato, sulla base di dati meteorologici raccolti nei decenni precedenti, che la turbolenza intensa sul Nord Atlantico, con aria limpida, è aumentata del 55% tra il 1979 e il 2020.
Il nuovo studio statunitense
Da tempo l’instabilità dei voli rappresenta un problema irrisolto per gli scienziati. Uno dei motivi è che il vortice si basa su tante componenti in movimento, come temperatura, pressione, vento, umidità, che possono cambiare molto rapidamente.






