Scarseggia e rincara il costo del carburante per aerei, aumenta di conseguenza anche il prezzo dei bagagli. Come riportato dal quotidiano Repubblica, uno degli effetti collaterali diretti della guerra in Iran e Medio Oriente è il forte rincaro del “jet fuel”, il carburante aeronautico. Per ammortizzare la spesa senza far esplodere il prezzo base dei biglietti, le compagnie aeree stanno trasferendo i costi sui servizi accessori, in primis le tariffe per il trasporto dei bagagli da stiva e a mano.
La stretta delle compagnie statunitensi
Negli Stati Uniti la revisione al rialzo dei listini è già entrata in vigore. United Airlines è stata l’ultima, in ordine di tempo, ad annunciare una rimodulazione delle tariffe. Per i voli operati all’interno di Stati Uniti, Canada, Messico e America Latina, la compagnia applicherà un supplemento di 10 dollari sia per il primo che per il secondo bagaglio registrato. L’impatto si fa ancora più pesante per i bagagli in eccesso: la tariffa per la terza valigia subirà un rincaro di ben 50 dollari. Le uniche esenzioni previste riguardano i passeggeri in cabina premium, i membri con status elite e i possessori di carte di credito co-branded della compagnia. Nel mercato interno statunitense, la tariffa media per un bagaglio in stiva si assesta generalmente sui 35 dollari.














