Aerei che devono decollare con meno passeggeri, piste d’asfalto che letteralmente si sciolgono in alcuni punti, voli dirottati per le turbolenze violente e improvvise, vie di accesso agli scali allagate per le bombe d’acqua o terminal con l’aria condizionata insufficiente a contrastare l’effetto del calore esterno, ma anche maggior rischio di «birdstrike», di impatto con gli uccelli. In Europa l’industria dell’aviazione deve sempre più fare i conti con il cambiamento climatico. Che, a sentire Aci Europe (l’associazione di categoria degli scali del continente) ed Eurocontrol avrà un impatto sulle operazioni, sulle infrastrutture, sui passeggeri e sul personale. Con costi, stimano alcuni, che potrebbero sfondare anche il miliardo di euro all’anno.
Tempeste, piste che si sciolgono, «birdstrike»: il cambiamento climatico per gli aerei (e cosa succederà)
Le compagnie rischiano di dover lasciare a terra fino a 20 passeggeri per volo per far decollare i velivoli. Fidato (Sea): «Accelerare gli interventi di adeguamento infrastrutturale»







