Andare da Roma a New York in meno di un’ora. Presto sarà possibile grazie ai risultati di uno studio condotto da un gruppo di ingegneri dello Stevens Institute of Technology, negli Stati Uniti, e pubblicato su Nature Communications che potrebbero accelerare lo sviluppo di aerei ipersonici, in grado cioè di volare a Mach 6-7 (sei-sette volte la velocità del suono, pari a circa 7.000-8.500 chilometri orari).
Il problema iniziale
Uno dei principali ostacoli alla loro realizzazione risiedeva nel fatto che, a un regime così estremo, non erano noti la formazione e il comportamento dei vortici di aria, ovvero le turbolenze, sulla fusoliera che, oltre a generare una forte compressione, possono anche creare un marcato riscaldamento delle superfici.
Già nel 1962 il fisico russo Mikhail Morkovin aveva supposto che, anche a una velocità estrema, i moti vorticosi potessero comportarsi in modo simile a quelli osservati a velocità inferiori. Ma nessuno era riuscito a dimostrare la validità dell’ipotesi. E proprio in questa sfida si sono cimentati i ricercatori statunitensi.
L’esperimento in un tunnel






