di
Monica Scozzafava
L'allenatore del Napoli ha parlato a tutta la squadra nello spogliatoio del centro sportivo: niente eprsonalismi, l'obiettivo è il bene comune
Conte rispetto a Guardiola ha un atteggiamento più rigido, De Bruyne anche a questo dovrà abituarsi. La nuova vita del belga va modulata su quelli che sono i codici nello spogliatoio diretto da Antonio: la squadra viene prima del suo talento. E vale per tutti. L’allenatore del Napoli lo ha ribadito ieri mattina alla squadra, ripetuto a Kevin dopo il gesto di stizza di domenica sera a San Siro al momento della sostituzione. In sala c’è silenzio, l’analisi degli errori è puntuale. Sembra una normale giornata a Castel Volturno, non lo è. Inevitabile infatti che le parole di Conte a un certo punto arrivino alla scenetta di San Siro, quando De Bruyne esce dal campo piuttosto nervoso e non si preoccupa di dare il cinque al suo allenatore, cosa che invece McTominay fa un secondo dopo. «Ha sbagliato persona se si è disturbato per la sostituzione», gli aveva già fatto arrivare in serata. A bocce ferme, dopo 12 ore, davanti a tutti i compagni, gli ribadisce che nel mondo di Antonio vale il principio del «tutti sono utili, nessuno è indispensabile». Anche se ti chiami De Bruyne e sei un fuoriclasse riconosciuto in Europa.











