Inviato ad Ancona. Il deputato e responsabile dell’Organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, ha dovuto seguire le celebrazioni per la vittoria di Francesco Acquaroli dal cellulare. È appena atterrato a Lamezia Terme, per le battute conclusive della campagna per le regionali in Calabria. Sono giorni in cui il ritmo degli appuntamenti elettorali non lascia il tempo di festeggiare, ma la vittoria nelle Marche, dice Donzelli, ha un sapore particolare perché «significa che i cittadini non si lasciano influenzare dalle narrazioni sinistre secondo le quali va tutto male e con cui cercano di spostare l’attenzione dai temi del territorio».
regionali in direttaMarche, vince la destra con Acquaroli. Ricci: “Lotta impari”. Valle d’Aosta, autonomisti primi
A CURA DELLA REDAZIONE WEB, FEDERICO CAPURSO, NICCOLO' CARRATELLI, ALESSANDRO MANO
Il centrosinistra aveva dato un peso nazionale a questo voto. «Per il centrosinistra era la battaglia di tutte le battaglie, l’avevano descritta come la regione nevralgica per i destini del governo e della nazione. Adesso sono passati dall’Ohio ad Acqua Canina, che è il più piccolo paese delle Marche. Diranno che era una piccola contesa locale, senza valore nazionale». Per voi invece ha un valore nazionale? «Io credo semplicemente che avesse valore per la Regione. Il consenso per il governo Meloni è evidente e confermato, ma i marchigiani votavano per le Marche. Per noi significa che Acquaroli ha governato bene. In questi cinque anni ha fatto un ottimo lavoro e i marchigiani lo hanno visto». È un modo per blindare il governo anche dai prossimi appuntamenti regionali? «L’opinione degli italiani sul governo Meloni verrà data alle politiche. Per la prima volta dalla fine della Prima Repubblica, governare non fa crollare il consenso. Fratelli d’Italia nelle Marche è passata dal 18% di cinque anni fa al 28%, e in Val d’Aosta da 0 a 4 consiglieri, diventando il primo partito tra le forze nazionali. Siamo un’anomalia».











