Un'aria diversa, quell'atmosfera che fa pensare in grande con la convinzione che questo Milan può giocarsela con tutti. L'eredità della sfida contro il Napoli va al di là dei tre punti della vittoria che sono, comunque, fondamentali perché regalano la vetta della classifica.

Se ci sono partite che sono snodi della stagione, ci sono vittorie che sono snodi per un percorso di crescita, per la formazione di una squadra. A San Siro il Milan ha sbagliato pochissimo e ha dimostrato di saper soffrire, senza individualismi, compatto e unito per la causa. Dove una volta c'erano giocatori svogliati e personalismi, ora c'è il gruppo.

Difficile non mettersi a disposizione dei compagni quando il giocatore che trascina e non molla mai ha quarant'anni e già vinto tutto. Modric è, infatti, il giocatore che sta permettendo il salto di qualità all'intero collettivo.

Contro il Napoli la prestazione del croato è stata da incorniciare. Quando i nervi si sono fatti più tesi e il rischio errore più concreto, Modric ha tenuto palla, facendo respirare i compagni, aprendo il gioco. Non una palla persa, la calma di chi con il pallone ha un rapporto preferenziale.

Ma, al di là di Estupinan, anche la difesa si è fatta trovare pronta. Gabbia è stato efficace, Tomori a lottato fino al forfait per un risentimento che verrà valutato giorno dopo giorno, poi Fofana (assist e tanta sostanza), Rabiot che ci mette il carisma di chi ha fatto subito sua la causa, Pulisic da record e Saelemaekers che non doveva essere ceduto alla Roma l'anno scorso. Una macchina perfetta. E sembrano passati mesi dalla brutta sconfitta contro la Cremonese.