Nel trattamento del tumore del pancreas sono stati fatti piccoli, ma importanti passi avanti negli ultimi anni. L’ultimo è presentato oggi al Congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology (Asco): riguarda gli stadi precoci della malattia ed è frutto di uno studio clinico tutto italiano. Il primo, tra l’altro, ad essere stato finanziato interamente da associazioni di pazienti.
Asco 2025: elogio dei piccoli passi
La ricerca ha testato uno schema chemioterapico messo a punto già nel 2012 dal gruppo di medici e ricercatori guidato da Michele Reni, direttore del programma strategico di coordinamento clinico del Pancreas Center dell’Irccs San Raffaele di Milano. I risultati dimostrano che questo protocollo (PAXG), somministrato prima dell’intervento chirurgico, è in grado di aumentare significativamente la sopravvivenza senza eventi sfavorevoli (progressione, recidiva, inoperabilità, aumento progressivo dei marcatori, riscontro di metastasi durante l’intervento, decesso): a tre anni dalla diagnosi, il 31% dei pazienti nel braccio sperimentale è vivo senza ripresa di malattia, rispetto al 13% del braccio trattato con lo schema chemioterapico standard (mFOLFIRINOX), finora considerato il più efficace.









