di Chiara Surano
A idearlo è stato Bosco Castro, cuoco, influencer e titolare della steakhouse «Aupa», vicino Barcellona. Chi è invitato ad assaggiarlo deve firmare un patto di riservatezza
«Questo hamburger non è un piatto, ma un'esperienza di lusso estremo», non uno slogan, ma un insondabile dogma di origine profana e basca come Bosco Castro, anche più noto con il suo nome da cuoco-influencer – guai a chiamarlo chef – BdeVikingo. Titolare della steakhouse «Aupa» a Cabrera de Mar, a una trentina di chilometri da Barcellona, è suo «l’hamburger più costoso del mondo». Gli ingredienti? Impossibile conoscerli nel dettaglio, a differenza del prezzo: 9.440 euro. Trattandosi di «lusso estremo», dove il valore della materia non è affatto l’unica voce che giustifica il conto finale, l'hamburger si pone l’obiettivo di essere, semplicemente, inaccessibile. La disponibilità economica non garantisce infatti in alcun modo la possibilità di assaggiarlo: il vero limite all’esperienza è posto da una selezione segreta della clientela, basata su requisiti altrettanto ignoti.
L’hamburgerPer quanto riguarda la composizione, gli unici dettagli noti riguardano poche materie prime: le tre «migliori» carni del mondo, il formaggio «più esclusivo d’Europa» e una salsa a base di «un pregiato distillato». Come spiega il team di «Aupa», più del palato, a godere dell’hamburger deve essere l’ego, la consapevolezza di essere riusciti a meritare un’occasione irripetibile più che di lusso, destinata a pochi selezionati, ma non sulla base delle loro possibilità. «La cosa interessante non è ciò che contiene, ma ciò che rappresenta», spiega BdeViking, spiegando il perché di un hamburger che più di una voce in menu meriterebbe uno studio all’interno del quadro semiotico di Greimas.







