Marc Marquez urla di gioia nel casco. È 2° sotto la bandiera a scacchi nel Gp di Motegi, è campione del mondo per la 9ª volta, la 7ª in MotoGp. Marc Marquez piange quando si ferma sulla pista e in una maxischermo rivive gli ultimi anni della sua carriera. Quelli in cui ha sofferto, in cui ha dubitato di se stesso. La caduta a Jerez nel 2019 aveva rischiato di mettere fine alla sua carriera. Il braccio non guariva, le operazioni continuavano e non c’era via di uscita. Per rinascere, nel 2023, aveva dovuto abbandonare la Honda, andare in Ducati, nel team Gresini. Lì ha iniziato la sua seconda vita, quella che l’ha portato al trionfo di oggi. “Più di un numero” c’è scritto sulla t-shirt celebrativa. Il significato di questo titolo è diverso da tutti gli altri che Marc ha già conquistato. Erano passati 2.184 giorni dall’ultimo, nessuno era riuscito a diventare nuovamente campione dopo un digiuno così lungo. Marquez era stato il più giovane a vincere il titolo in MotoGp, da oggi è anche il più vecchio, a 32 anni. «Grazie» continua a ripetere mentre abbraccia tutti gli uomini di Ducati, a uno a uno. Non riesce a dire altro, quasi non ci crede. «Non so dove sono» sorride mentre chiede dell’acqua. Poi è sul palco, al fianco della sua Ducati, e sembra un bambino alla sua prima vittoria. La rinascita è completata. «È difficile parlare in questo momento – ha cercato di trovare le parole Marc – Mi sto ricordando tutto quello che è successo, ma voglio godermi questo momento. Ora sento pace dentro di me. Ho fatto dei grandi errori nella mia carriera, ma poi ho lottato e sono tornato a vincere. Ora sono in pace con me stesso». La festa per Ducati è completata dalla vittoria di Bagnaia. Pecco, in questo Gp del Giappone, ha fatto filotto: pole position e vittorie nella Sprint e nella gara. Come ieri ha dominato, mettendosi al comando e andando in fuga. L’unico brivido a 5 giri dalla fine, quando dallo scarico della sua Ducati è iniziato a uscire del fumo bianco. Pecco aveva gran vantaggio, ma si assottigliava giro dopo giro. Marc però non ha affondato il colpo, la moto di Bagnaia ha resistito fino al traguardo. Insieme ai due piloti della Rossa, Joan Mir ha messo sul terzo gradino del podio la sua Honda, nella pista di proprietà del colosso giapponese. Dopo avere rimediato una contusione alla gamba destra dopo essere stato coinvolto in un incidente dal compagno di squadra Martin, Bezzecchi è stato 4° sull’Aprilia, davanti alla Ducati di Morbidelli. Alex Marquez non è andato oltre al 6° posto, precedendo Fernandez (Aprilia), Quartararo (Yamaha), Zarco (Honda) e Aldeguer (Ducati). Bastianini ha concluso la gara all’11° posto, 13° Di Giannantonio, mentre Marini è stato costretto al ritiro per un problema tecnico.