Piange per la gioia e per la liberazione Marc Marquez, dietro la visiera del suo casco. Lascia andare la tensione, appoggiandosi al serbatoio della sua moto. La Ducati ufficiale che dopo 2184 giorni lo ha portato di nuovo ad alzare il trofeo più importante. Il fenomeno di Cervera è campione del mondo, di nuovo, per la nona volta, la settima in Moto Gp. Il titolo arriva alla fine di una stagione da dominatore: alla bandiera a scacchi, lo spagnolo è arrivato davanti a tutti per 25 volte. Undici nelle gare lunghe e 14 nelle sprint race. A Motegi, nella gara che gli assegna il titolo, non è servito vincere. Con il suo unico sfidante rimasto in corsa, il fratello Alex Marquez, finito sesto, a Marc basta il secondo posto per essere matematicamente campione, con cinque weekend di gara di anticipo. Davanti a lui arriva il compagno di squadra, Francesco Bagnaia, nonostante il motore fumante della sua moto abbia tenuto tutti con il fiato sospeso negli ultimi giri della corsa. Dopo la pole e la vittoria nella sprint del sabato, il pilota italiano completa il fine settimana perfetto e dà la sensazione di essersi definitivamente ritrovato grazie alle modifiche tecniche accordategli – dopo molte richieste – da Borgo Panigale. Terzo Joan Mir, che nel circuito giapponese di casa riporta la Honda sul podio, capitalizzando il buon lavoro fatto negli ultimi mesi da tutta la squadra di Saitama.