La classifica costruttori della classe MotoGp1. Ducati 612 punti (campione del mondo 2025)2. Aprilia 2863. Ktm 2604. Honda 2205. Yamaha 180

La classifica del Mondiale pilotiQuesta la classifica del Mondiale piloti della classe MotoGp al termine del Gran Premio del Giappone, sul circuito di Motegi, diciassettesimo appuntamento del calendario (su 22 previsti).1. Marc Marquez (Spagna) 541 punti , campione del mondo 20252. Alex Marquez (Spagna) 3403. Francesco Bagnaia (Italia) 2744. Marco Bezzecchi (Italia) 2425. Franco Morbidelli (Italia) 1966. Pedro Acosta (Spagna) 1957. Fabio Di Giannantonio (Italia) 1828. Fabio Quartararo (Francia) 1499. Fermin Aldeguer (Spagna) 14710. Johann Zarco (Francia) 124

Nella festa di Marquez, Bagnaia ritrova il sorriso e la strada per vincere (di Paolo Lorenzi) Le lacrime e l’abbraccio con suo fratello Alex dopo il traguardo, l’emozione forte come nel 2013, l’anno del primo dei sette titoli vinti nella MotoGp. L’urlo liberatorio di Marc Marquez, i pensieri che frullano in testa insieme ai ricordi di cinque stagioni sofferte, accompagnate dai tormenti di una carriera che ha rischiato di chiudersi anzi tempo. La rivincita su quel 2020, l’inizio del calvario con l’incidente di Jerez, che ha trovato il suo epilogo sul circuito di Motegi. «Ricordo quello che è successo, è stato difficilissimo ho fatto grandi errori nella mia carriera, sono tornato a correre troppo presto, ma adesso sono in pace con me stesso. Ho lottato e lottato, per tornare vincere» le prime parole del nuoto re della MotoGp. Festa grande in Ducati. Nella domenica della consacrazione di Marquez la rinascita di Pecco Bagnaia ha sparso confetti dolcissimi in tutta la squadra di Borgo Panigale. Inseguito tutto l’anno, il giorno del riscatto di Bagnaia ha però rischiato di infrangersi a pochi giri dal traguardo. Lo scatto al via, come sabato, poi l’allungo, come non si vedeva da tempo, quindi il fumo dallo scarico negli ultimi passaggi, indizio di un problema che ha tenuto col fiato sospeso tutto il suo box. Dietro di lui, Marc Marquez, in lotta con i pensieri e l’ansia per il titolo ormai suo, s’è messo in difesa, qualche errore qua e là per eccesso di prudenza, ma comunque secondo sul podio, quanto bastava per fissare aritmeticamente un vantaggio in classifica incolmabile. Lui e Pecco, per una volta, si sono invertiti i ruoli. Bagnaia tirato a nuovo, tornato ai livelli di un anno fa, dimenticate le pene di questa stagione anomala e sofferta, s’è involato verso la prima vittoria della stagione. Un cambio di passo quasi miracoloso, nato a Misano, il giorno dopo il peggiore week end dell’anno. Un test che ha rivelato la soluzione, quasi un’illuminazione che ha riportato le lancette dello sviluppo tecnico al 2024. Alla moto compagna fedele di 11 vittorie, rimpianta a lungo; qualcosa forse s’è ritrovato, comunque sia, lui ha recuperato confidenza, certezze, fiducia, sensazioni dimenticate, sparite nel pozzo senza fine dei suoi tormenti. Un finale così nessuno se l’aspettava, due Ducati prime come sabato, nella tensione di una gara palpitante e tesa fino all’ultimo, con quel fumo azzurro che usciva dagli scarichi di Bagnaia a ogni curva, le facce preoccupate al box, Gigi Dall’Igna a consulto con gli ingegneri, Davide Tardozzi, il team manager con le mani giunte, a invocare il santo protettore dei motociclisti. In casa della Honda, Bagnaia aveva vinto anche l’anno scorso (doppietta sabato e domenica come questa volta), la Ducati aveva festeggiato il primo storico titolo con Stoner. La marca giapponese si è consolata con il terzo posto di Mir, davanti a un ottimo Bezzecchi che ha portato la sua Aprilia ai piedi del podio.